Rassegna Stampa/Press - P.G. De Pinto
   

Good old days melody (PV) +Continuity Identity Theory (Piergiorgio De Pinto)+Ensslin(Ensslin)
Nel suono e nelle azioni dei Plastic Violence (di essi già in homemade ma anche nelle recensioni “ufficiali”…) può ritrovarsi l’asciutta anti-politica dei Throbbing gristle; strumento di analisi, non necessariamente visione da condividere. Così, al di là dei “pensieri negativi” in offerta speciale – che non mi pare siano da attribuire a Francesca Materazzi e Fabrizio Paolillo - , nei cinquanta minuti di Good Old Days Melody, l’industrial si trasforma in una memoria critica che, senza soluzione di continuità, attraversa desolate pianure di drones e echi percussivi, infestate di nastri e samplers che appaiono su fondali oscuri tra gli scheletri della storia. Il rientro da una missione. Il kraut terminale di Goat Eyes appare come una esplicitazione divulgativa del corto-circuito concettuale espresso in “death paradise”.
Continuity Identity Theory sviluppa contenuti sonori analoghi accentuando cupezze patologiche rapportabili alle autoptiche azioni di scomposizione del rock elettronico operate dagli SPK di “Leichenschrei”. Anche se il video - ripresa di una performance – mostra una tragica mutante umanità, ancora viva.
Puro atto core-industrial quello di Ensslin; è di nerbo, piacerà agli amanti del genere; ma vediamolo – in questa chenosi di tre gradini – come espressione radicalizzata della contro-parte oscura dell’occidente liberista. L’iconografia può anche essere banalizzante: geroglifici accanto ai titoli (l’immaginario egizio è sempre stato “l’ altro” negativo della nostra cultura: dalla maledizione dei faraoni al “maledetto” Sun-Ra); font di segno neo-gotico e per contro un nome, “Ensslin”, Gudrun Ensslin, che ci sbatte sul fronte opposto. Quindi (comunque?) terrorismo, quindi Stammheim, ancora un corto-circuito, questa volta politico. Magari, nell’ articolata strategia comunicativa della DPA, la collezione di segni antinomici è tecnica di (tentato) spiazzamento. L’ “hard kernel” forse si trova nella fanzine “Surveillance Socitecy” (evidentemente ispirata al libro di David Lyon). Ancora la musica ci sembra un pre-testo, interessante.

“Dionisio Capuano da BlowUp N°60 Maggio 2003”

Pier Giorgio De Pinto, testo critico per la rassegna di arte contemporanea di ricerca GO ! to ZO', Bologna, 2005
Pier Giorgio De Pinto, critical text for the contemporary art study review GO ! to ZO', Bologna, 2005

di Cioschi Andrea“zocaffe.it/depinto

Mescalina Arte
Webzine“Mescalina Arte

Frattura Scomposta n°7
Webzine“Frattura Scomposta

Pier Giorgio De Pinto. L'immagine allo specchio, in "BTA - Bollettino Telematico dell'Arte", 26 Marzo 2006, n. 426
di Carrubba Giuseppe“BTA/DePinto/Ita
Pier Giorgio De Pinto. The image in the mirror, in " BTA - Telematic Bulletin of Art", 26th March 2006, n. 426
by Carrubba Giuseppe“BTA/DePinto/UK